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Luigi Guarnieri - medaglia d′onore
pubblicato il
31/10/2009
Nella giornata dell’Unità nazionale il prossimo 4 novembre a Rovigo fra gli undici che riceveranno la medaglia d’onore ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti, destinati al lavoro coatto, ci sarà anche il melarese Luigi Guarnieri, figlio di Eusebio e Linda Bellini. A Melara solo i più anziani e naturalmente i familiari ricordano questa figura. Luigi Guarnieri nacque il 17 novembre del 1922 e fu chiamato alla guerra non ancora 19.enne nel febbraio 1941. Dopo l’addestramento a Teramo, partì nel 49. reparto Artiglieria. Fatto prigioniero in Albania, forse a Valona, il 9 settembre 1943 fu deportato a Norimberga. Non si conosce il campo esatto forse Flossemburg, tristemente noto, oltre che per i suoi 96.000 prigionieri ed i suoi morti pure per la condanna a morte di Dietrich Bonhoeffer, teologo e filosofo legato all’attentato fallito ad Hitler proprio nei giorni in cui moriva Guarnieri. Il campo di lavoro venne poi liberato il 23 aprile 1945. Fra i 3.020 italiani individuati fra i quali 342 donne almeno 1.077 hanno conosciuto la sorte di Guarnieri, cioè sono morti al suo interno. Le otto lettere scritte da Guarnieri, ancora conservate dal fratello Romano, non tralasciano notizie particolari. Ma una sua frase denuncia che i lavori ai quali si prestarono erano da tenere altamente segreti, così alla sorella Noemi. Il “luogo di sterminio attraverso il lavoro” coinvolse anche Guarnieri che fra il 7 ed il 9 luglio accusò forti dolori di testa e febbre alta sino ai 40° morì prima del trasporto in ospedale.
da "Il Gazzettino" del 31 ottobre 2009
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Redattore:
Raffaele Ridolfi
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